
SI AVVICINA IL NATALE: SI PUÒ TAGLIARE L’ERBA?
22/12/2022
L’EVOLUZIONE NEGLI ANNI DELL’ERBA SINTETICA
31/01/2023- Via le foglie!
Se sul vostro prato si posano foglie, rami e altri residui non esitate: prendete il rastrello (molto meglio se a ventaglio) e asportate tutto quanto. Sembra una precauzione eccessiva ma anche poche foglie possono creare le condizioni ideali per la formazione di malattie di origine fungina che se attecchiscono con il terreno sono poi difficili da debellare.
- Supportare il drenaggio
In questo inverno in cui le piogge sono abbastanza intense, ma anche nei mesi successivi, per eccessiva pioggia possono formarsi sul prato delle zone di ristagno dell’acqua che non giovano di certo alla sua salute. Per ovviare al problema è possibile praticare nelle aree interessate tutta una serie di fori utilizzando un forcone da piantare a terra con continuità.
- Attenzione al freddo
Ancora maggior cautela va mantenuta quando il prato è coperto di brina o quando le temperature scendono al di sotto dello zero termico: se calpestate in quelle situazioni le foglie si rompono e si danneggiano con estrema facilità con la conseguenza che il prato ingiallisce e soffre.
- Concimazione
Questo, più che un consiglio per limitare i danni, è utile per la stagione di crescita: per favorire la veloce ripresa vegetativa del prato e fornirgli, con l’allungarsi delle giornate, gli elementi nutritivi che ne sostengano il risveglio, è utile distribuire un concime caratterizzato da un alto tenore di azoto che si trova facilmente in vendita nei garden center.
- Tenere lontana l’ombra
Gazebo, tendaggi e altre strutture removibili, molto utili durante l’estate, vanno assolutamente tolti se durante l’inverno fanno ombra al prato: l’ombra infatti non permette alla poca luce stagionale di arrivare al manto erboso, in più non fa asciugare al meglio il terreno e per questo può favorire l’insorgenza di problemi o malattie/parassiti.
- Dopo pioggia e neve
Dopo temporali e le nevicate bisogna cercare di calpestare il meno possibile il manto erboso. Si rischia in quel modo di pressare, fino a compattarlo troppo, il terreno reso soffice dall’acqua, limitando così la circolazione dell’aria e mancanza di ventilazione alle radici dell’erba.
